Slovenia tra storia e natura

CaporettoSiamo agli sgoccioli delle nostre vacanze estive e quest’anno non possiamo proprio lamentarci, visto che abbiamo fatto quasi tre settimane a vagabondare con la nostra casa viaggiante al seguito, tra Croazia e Slovenia.

Questo viaggiare itinerante sembra non stancarci mai, anzi. Per la serie “l’appetito vien mangiando”, andremmo avanti per giorni e giorni ad esplorare posti per noi nuovi.

Agganciamo e sganciamo la roulotte ormai con facilità ed esploriamo i dintorni con la macchina , a piedi o in bici!Per poi tornare alla sera nella nostra accogliente casina!

Il bello è proprio questo:la sensazione e il comfort della famigliarità della propria casa , pur essendo lontani!

Siamo di ritorno dalla verdissima città di Lubiana e vogliamo passare gli ultimi giorni in completo relax,  prima di ritornare allo stress della routine tangenziale/ufficio.

Decidiamo di  fermarci ancora un po’ qui, oltreconfine ad assaporare ancora un po’ di lingue e cibi stranieri, che ci aiutano a staccare per bene la spina!

La scelta ricade su Kobradin, più noto a noi italiani con il nome di Caporetto!

Ecco cosa vedere  qui e nei dintorni per un mix di storia e natura!

Caporetto

Caporetto

Kobradin/Caporetto

Forse ricorderete questo nome dai tempi della scuola,era il luogo della battaglia più disfattista della storia italiana e per quasi tutti è rimasto quello.

In realtà ora è un paese sloveno, chiamato appunto Kobradin, che per la sua posizione tra le montagne e le turchesi acque del fiume Isonzo richiama l’attenzione degli sportivi.

Qui infatti è usanza fare canyoning, rafting,  parapendio oltre ai più classici trekking o gite in bici. Oppure  semplicemente ci si può dedicare a prendere il sole e fare  bagni rinfrescanti!

Noi abbiamo dedicato una giornata ad un trekking leggero abbinato alla storia, che ci appassiona sempre, un’altra giornata ad uno dei tanti ti sentieri in bici e un’altra mezza giornata alla visita di un posto segreto,o quasi.

Storico percorso di Caporetto

È un percorso abbastanza semplice che si snoda tra i boschi e il paese.

È adatto quasi a tutte le persone che abbiano una minima predisposizione alle passeggiate, poiché il dislivello non è molto.

Si può partire dal centro del paese oppure direttamente dal campeggio Lazar, dove noi abbiamo passato questi ultimi tre giorni splendidamente!

È consigliabile farlo in senso orario, è meno faticoso ,in ogni caso in  centro paese c’è un Tourist Information preparato che vi fornirà tutte le indicazione e le mappe.

Partendo dal paese si comincia con la visita al museo dedicato alla guerra, il tempo della visita va in base a quanto vi fermerete a leggere le didascalie.

Caporetto

Sicuramente merita una visita, per rinfrescarvi la memoria su un pezzo di storia italiana.

All’interno trasmettono un video in lingua italiana di 20 minuti dove spiega bene i fatti successi. Nelle sale ci sono pannelli con le testimonianze in più lingue (compreso l’italiano) di quello che avvenne nei giorni della battaglia.

Tutto è spiegato molto bene , con l’aiuto di plastici, esposizioni di oggetti utilizzati durante la guerra, abbigliamento e armi.

Inoltre c’è anche una stanza con una riproduzione di come poteva essere la vita in una trincea.

Oltre a spiegare i fatti questo museo si dedica a rievocare le emozioni che questi soldati possano aver provato.

Usciti dal museo si va a sinistra,nel centro del paese e subito dopo a destra e si prende la strada in salita e si arriva al memoriale dei caduti sovrastato dalla piccola chiesa di Sant’Antonio. Da qui, se avete la fortuna di vederlo con il bel tempo si ha una bella vista sulla vallata e le montagne circostanti.

Caporetto

Caporetto

Caporetto

Proseguendo il percorso si prende la strada nel bosco e si tiene la sinistra per proseguire verso il sito archeologico di Tonocov Grad

La vegetazione del sottobosco è rigogliosa e uno spettacolo: ciclamini selvatici, felci e tanto muschio donano quasi un aspetto autunnale.

Dopo la salita più impegnativa si arriva al  sito archeologico e anche da qui si gode di una bella vista sulla vallata.

Caporetto

Caporetto

Proseguendo arriva la parte per noi più interessante!

Scendendo da una ripidissima scalinata, si passa attraverso le trincee di guerra e questo provoca sempre una certa emozione, soprattutto dopo aver visto il museo.

Caporetto

Caporetto

In fondo alla scalinata, si attraversa la strada e si arriva al campeggio. Seguite i cartelli che vi porteranno in uno dei posti più suggestivi che abbiamo visto in questi giorni:la cascata di Kozjak!

Caporetto

Prima dovrete attraversare l’alto e un po’ traballante ponte di legno che scavalca le acque turchesi del fiume.

È uno di quei ponti che trovate solitamente sulle foto di Instagram!

Se soffrite di vertigini aspettate che non ci sia nessuno, altrimenti vi viene pure il mal di mare.

Caporetto

Caporetto

Caporetto

Caporetto

Caporetto

Superato il ponte sul percorso si incontrano delle grotte e si arriva in un luogo per noi meraviglioso!

È un bosco, ma c’è un’atmosfera particolare, quasi zen e sembra una di quelle ambientazioni da film fantasy. Ci ha ricordato, con un po’ di fantasia, la zona dei templi di Nikko, vicino a Tokyo.

Caporetto

Caporetto

Caporetto

Caporetto

Proseguendo sui ponticelli di legno attraverso questo bosco si prosegue su una passatoia di legno aggrappata alla roccia (vista da sotto fa un po’ paura , ma  c’è una catena a cui aggrapparsi).

Caporetto

Finita la passatoia sarete davvero in un posto fantastico!Io  mi sono emozionata, e quest’anno di cascate ne ho viste parecchie!

Ma questa è speciale, sgorga all’interno di una gola che crea una sorta di grotta!Sarà il rumore del tonfo dell’  acqua che si tuffa nel lago oppure sarà la grotta che sembra quella dei Goonies (ve lo ricordate il film?) , sarà che mi entusiasmo spesso di fronte alla natura ma l’effetto è davvero WOW!

Caporetto

Se riuscite a staccare gli occhi dalla cascata, e a smettere di fare foto che tanto che non le daranno mai abbastanza giustizia, tornate indietro e tenete la sinistra. Passerete attraverso altre trincee e poi , costeggiando il fiume, si arriva ad un altro campeggio. Attraverserete il fiume passando sul ponte Napoleonico:è una riproduzione, in quanto l’originale è stato fatto saltare in aria dagli austriaci durante la Prima guerra mondiale.

Caporetto

Caporetto

Caporetto

Si conclude il percorso tenendo la sinistra e tornando al paese.

Nel prossimo articolo vi racconto del  posto “segreto” che abbiamo visitato nei dintorni. L’escursione in bici invece ve la risparmio.

Consigli utili

  • Il sentiero storico di Caporetto è adatto  quasi a tutti quelli che abbiano una predisposizione per le passeggiate.Tenete presente che si snoda in mezzo al bosco e su sentieri con scalinate quindi non si presta a passeggini e carrozzine varie.
  • Come già spiegato sopra si consiglia di percorrerlo in senso orario in modo che le parti più ripide rimangano in discesa.

Dove abbiamo sostato con la nostra Glam Caravan:

Noi abbiamo soggiornato al camping Lazar e ci siamo trovati molto bene. In una bella posizione e  in zona tranquilla, si può raggiungere a piedi o in bici il paese.I servizi sono puliti e all’avanguardia anche se un po’ sottodimensionati rispetto alla quantità di persone. Il ristorante è semplicemente favoloso.Caporetto

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